23.2.05
Jean-Luc Nancy, *Noli me tangere. Saggio sul levarsi del corpo*
Jean-Luc Nancy, *Noli me tangere. Saggio sul levarsi del corpo*, Traduzione di Franco Brioschi, "Variantine", Bollati Boringhieri, 2005, pp. 80
Noli me tangere, "Non toccarmi" o "Non trattenermi": con queste parole, secondo il Vangelo di Giovanni tradotto dalla Vulgata, Gesù risorto tiene discosta Maria Maddalena protesa verso di lui accanto al sepolcro scoperchiato. Intimazione paradossale, dal momento che il cristianesimo è la religione eucaristica del corpo e del sangue del Cristo. Ma anche enunciazione di un divieto che ricorre nelle diverse culture sotto forma di tabù del contatto, evocando insieme la ritrazione e l'attrazione, la violenza e il desiderio che appartengono al sacro. Sono queste le armoniche percepibili nelle diverse rappresentazioni della scena evangelica, che nel tempo, e non a caso, si è trasformata in un'iscrizione, in un titolo di genere per un'intera tradizione iconografica, da Dürer a Tiziano a Rembrandt, da Pontormo al Correggio al Bronzino. Gesù e la Maddalena vi compaiono come coppia mistica, un corpo di gloria che si nega e un corpo sensibile di peccatrice che lo rivela in quanto presenza-assenza. Il filosofo Jean-Luc Nancy indaga il significato non solo teologico della loro tangenza senza contatto, della loro prossimità che non conosce promiscuità. E assimila al gesto cristologico lo stesso dipingere, che riesce a "rendere intensa la presenza di un'assenza in quanto assenza".
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