Rispetto a quale tempo possiamo definirci
contemporanei? Esiste un tempo uniforme col quale
mettersi in sintonia o esistono più tempi e fratture
nella durata e, quindi, più contemporaneità possibili?
Specchio di questo chiaroscuro della contemporaneità,
il mondo dell'arte si interroga sulla propria natura,
sempre in bilico fra tempo della tradizione e
contingenza dell'oggi. Rispetto a quale epoca la
pratica artistica sarebbe o dovrebbe allora essere
contemporanea? In cerca di una risposta, alcuni dei
più autorevoli scrittori e pensatori francesi hanno
tracciato, in occasione di una serie di conferenze
tenutesi a Milano nel 2006, un percorso interpretativo
del contemporaneo che passa attraverso il gesto
artistico, la durata, l'immagine, la fotografia. Da
tali suggestioni nasce questo libro
che, in viaggio tra filosofia e arte, esplora i
confini della contemporaneità e le infinite distese
sulle quali essa si apre.
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