Che ne è delle forme espressive nell'ambito della
società delle reti telematiche? Ha ancora senso
parlare di arte e bellezza in presenza dei sempre
più pervasivi flussi informativi veicolati dalle nuove
tecnologie di comunicazione? Queste sono causa di
un'astrazione delle nostre esperienze o permettono
un più denso coinvolgimento emotivo sulla base del
quale formare nuovi legami sociali? Come è cambiato
il nostro senso dello spazio e del tempo nel passaggio
da una società industriale a una società
informazionale? Questi alcuni degli interrogativi che
l'autore pone, attraverso il confronto con alcuni dei
massimi teorici della comunicazione (tra i quali
Marshall McLuhan, Hans Georg Gadamer, Walter
Benjamin) e l'indagine di determinati ambiti
espressivi peculiari alla nostra epoca: la net art, le
performance dei corpi, le nuove forme della
narrazione, l'architettura rivoluzionata dal digitale.
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