Il volume propone una concezione dell’ermeneutica come
metodo di ricerca basato sull’uso dell’ipotesi e non
come «sistema della comprensione». Attraverso una
serie di serrate obiezioni all’impianto teorico
dell’ermeneutica contemporanea (in particolare nella
versione proposta da Gadamer), si sono evidenziati i
tanti punti oscuri e le autentiche antinomie di tale
indirizzo critico, ricondotto nel solco del
trascendentalismo moderno. Ciononostante, si sono
anche mostrate le numerose suggestioni che
l’ermeneutica riesce ancora a fornire, patrocinando
un’idea di ragione plurale, finita, ‘ospitale’,
antidogmatica. Se l’ermeneutica si configura come una
«forma di razionalita'», si è ritenuto legittimo –
nella Parte II del libro – studiarne le applicazioni
sul versante della riflessione politica, nel tentativo
di rintracciare una logica per le scienze umane. Ne è
emersa un’idea di ermeneutica come stile di pensiero,
fondato su un modello di ragione finito e fallibile,
che fa i conti con il dubbio e con l’imprevedibilità
dell’esperienza, che si concentra a cercare di capire
come sono ordinate le cose, senza lasciarsi sedurre
dall’oscuro fascino dei dogmi e dei principî assoluti.
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