A. Rigobello, L'apriori ermeneutico. Domanda di senso e condizione umana, Rubbettino 2008
La nota, suggestiva, anche se non condivisibile affermazione di
Nietzsche «non esistono fatti ma solo interpretazioni», è il punto di
partenza di questo studio. È possibile allora individuare un apriori
ermeneutico?
L'apriori ermeneutico è il fondamento, la giustificazione di quella
ineludibile domanda di senso costitutiva, uno dei «prolegomeni ad ogni
antropologia futura».
Le singole interpretazioni di cose, avvenimenti, scelte pratiche,
visioni del mondo e della vita sono pressoché infinite, ma l'atto
ermeneutico si presenta come attività trascendentale quando l'oggetto
dell'interpretazione sia il fatto stesso dell'interpretare, cioè a
dire "l'interpretazione dell'interpretazione". L'atto ermeneutico "più
proprio" si radica in una presenza interiore che lo rende
trascendentale nella sua struttura, personale nel suo esercizio. Da
queste premesse discendono prospettive che investono le sfere della
prassi.
(2007) pp. 102
?. 10,00
ISBN: 978-88-498-1768-3
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