L’autrice prende in esame da un punto di vista storico
e filosofico il mare, l’oceano e il loro ruolo
strategico, politico, economico, geocolturale. La
prospettiva adottata è tesa a stabilire una profonda
implicazione fra pensiero e spazio, nel tentativo di
individuare modi di abitare alternativi rispetto ai
nonluoghi omologanti offerti dalla mondializzazione.
La parte storica si muove dalla concezione greca a
quella ebraica, dai nuovi orizzonti aperti con la
scoperta del Nuovo Mondo al caso di Venezia, Signora
del Mare, dalla lotta per la conquista dell’Oceano
alla costituzione di un “Impero acquatico”, fino ai
contemporanei assetti geopolitici. La parte filosofica
procede con un excursus dal viaggio di Ulissea Camuse
Nietzsche, mentre quella politica
prende in esame in particolare il ruolo dell’Europa.
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